Dune – Parte due: la saga della nostra epoca

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Dopo quasi tre anni di attesa, si torna su Arrakis. Dopo il fenomenale successo di critica e di pubblico del primo capitolo, Denis Villeneuve rispolvera nuovamente l’epopea di Frank Herbert. Dune – Parte due rappresenta tutto ciò che di bello è stato il suo predecessore, riuscendo anche a presentare un maggiore dinamismo narrativo: se Dune ha incontrato qualche detrattore, il suo sequel non corre più questo rischio.

La trama

Al termine del primo Dune, Paul (Timothée Chalamet) è l’ultimo sopravvissuto della famiglia Atreides. Insieme alla madre Lady Jessica (Rebecca Ferguson) si è unito ad una tribù di Fremen, il popolo originario dell’inospitale pianeta Arrakis. Mentre nella capitale la famiglia Arkonnen cerca di ristabilire l’ordine grazie alla raccolta di Spezia, ad anni luce di distanza è l’imperatore Shaddam IV (Christopher Walken) ad interessarsi sempre più alle vicende di questo angolo di universo. In tutto ciò, la profezia che vede Paul come nuovo messia del popolo Fremen si diffonde sempre di più e le sue gesta spargono il suo nome in tutto il cosmo: sarà veramente lui il Lisan al Gaib?

Meglio del primo capitolo?

Dune – Parte due è la perfetta risposta a chi, dopo aver visto il primo, ha detto: tutto qua?”. Dune era tanto bello visivamente quanto complicato da realizzare. Portare sul grande schermo un’opera così imponente, così profonda e dalle tante tematiche, di fatti ridefinendo l’immaginario che la riguardava, è stata un’impresa degna del miglior Denis Villeneuve. Il risultato è stato un film incredibile, con un world-building preciso e fondamentale per comprendere al 100% tutto ciò che accadrà successivamente. Un difetto potrebbe essere la famigerata ‘lentezza’, o il fatto che il film sembra iniziare proprio quando compaiono i titoli di coda. Dune – Parte due elimina definitivamente questa problematica e migliora sotto tutti i punti di vista.

Il Signore degli Anelli di questa generazione?

È difficile terminare la visione di Dune – Parte due senza pensare almeno un paio di volte di stare guardando qualcosa di mai visto. Per gli amanti del fantasy e del sci-fi, questa saga letteraria rappresenta un punto fondamentale, che Villeneuve non ha fatto che impreziosire con due film epici. Se negli anni 2000 le saghe fantasy erano onnipresenti al cinema (da Il Signore degli Anelli ad Harry Potter), nel decennio successivo è stata la televisione a regnare sovrana sotto questo aspetto (vedi Il Trono di Spade). Oggi ci troviamo in un periodo di rivoluzione: la grande macchina dei cinecomic pare aver rallentato, i paradigmi cinematografici cercano di raccapezzarsi dopo la cosiddetta lotta a chi creava il franchise più bello. In questo marasma, un fenomeno come Dune può imperversare e diventare a tutti gli effetti LA saga di questa generazione.

Il Cinema, al cinema

Dopo il Covid si verificò una grande spinta per riportare il pubblico all’interno delle sale cinematografiche, insistendo sul fatto che il vero cinema è là fuori, e non sulle piattaforme. E per fortuna: Dune – Parte due ha visto la luce solo perché il primo ha raggiunto un incasso ‘soddisfacente’, anche visti i tempi in cui è uscito (fine 2021). Quello di Villeneuve è il classico esempio di film per cui la frase “è da vedere in sala” risulta azzeccata. La mole, la regia, il sonoro, le inquadrature, il deserto, le esplosioni: tutto merita di essere visto su di uno schermo più grande possibile.

Conclusioni

Dune – Parte due è tutto ciò che i detrattori speravano fosse il primo capitolo, senza sapere che si trattava solo della prima metà di un romanzo. Villeneuve riesce a impreziosire ulteriormente l’immaginario della saga fantascientifica per eccellenza, alzando l’asticella per tutte le opere simili che verranno in futuro. Dune è tutto ciò che Star Wars non ha più il coraggio di essere: una grande storia, oltre che un universo di infinite possibilità. Non si era mai visto un film come Dune – Parte due e probabilmente non ne vedremo un altro simile fino all’uscita della Parte tre (se mai ci sarà).

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