Helen McCrory e la sua Polly Gray. Ritratto di un personaggio iconico di Peaky Blinders.

La recente notizia della scomparsa prematura di Helen McCrory ha sconvolto tutti, appassionati di Serie TV e non. Vorremmo ricordare e rendere omaggio a questa grande attrice analizzando una delle sue interpretazioni più riuscite, quella di Polly Gray in Peaky Blinders.

Fin dai primi episodi dello show, Polly si staglia subito tra i personaggi di maggior carisma e attrattiva. Helen McCrory porta sullo schermo una donna complessa, sfaccettata e di grande presenza scenica. Matriarca dei Peaky Blinders, il personaggio di Polly evidenzia fin da subito un carisma tale da risultare una figura vincente anche in un ambiente violento e maschilista quale è quello di una gang di Birmingham del primo Novecento.

“Vorrei proporre un brindisi. Una famiglia unita non conoscerà mai la sconfitta”

Questa sua frase è emblematica e racconta perfettamente ciò che Zia Polly rappresenta per il clan Shelby. Lei è il collante, il magnete che tiene unita la famiglia. Con il passare degli episodi vediamo affermarsi una figura potente, il cui grande carattere si evince soprattutto dalla capacità di tenere testa allo stesso Thomas (Cillian Murphy), al quale fa da freno provando ad arginare le sue ambizioni sempre crescenti. Il confronto ricorrente tra queste due travi portanti dello show, le loro interazioni e i dialoghi che li vedono protagonisti sono tra i momenti più alti dell’intera serie e spesso sfociano in un dualismo tra personaggi estremamente distanti sul piano delle motivazioni e del modus operandi, ma che sono accomunati dalla stessa realtà. La chimica tra Helen McCrory e Cillian Murphy è incredibile e lo stesso attore irlandese, dopo la morte della collega ha speso belle parole per lei, definendola una continua ispirazione e una presenza gioiosa, trasgressiva, divertente e commovente in maniera incredibile nella serie come sul set. Polly Gray è anche una delle spalle comiche di Peaky Blinders e svolge egregiamente persino questo ruolo attraverso freddure glaciali ed estremamente sottili, senza scadere mai nella banalità.

Le fragilità di una madre

Descritto così potrebbe apparire come il sempre  più ricorrente soggetto femminile cazzuto e pervaso di politically correct, ma a dare credibilità e spessore al personaggio di Polly è la sua dimensione umana, ricollegabile soprattutto al suo ruolo di madre. La sua storia è tragica e straziante e si articola in un passato condizionato da aborti forzati e dalla perdita di un marito per arrivare alla privazione dei figli e concludersi con la scoperta della scomparsa della figlia femmina. Ed è qui che quella che inizialmente poteva apparire una donna quasi imperturbabile si mostra anche nelle sue fragilità, attraverso reazioni molto umane e verosimili. Il ritrovamento del figlio Michael (Finn Cole) -verso il quale prova un amore viscerale, al punto da portarla a prostituirsi per farlo uscire di prigione- è una parentesi felice, ma destinata a chiudersi rapidamente in seguito all’ingresso dello stesso tra le fila dei Peaky.

Polly (Helen McCrory) con il figlio Michael (Finn Cole)

La nuova vita di Polly Gray

Attorno alla figura di Polly è facile individuare anche un uso ricco del simbolismo, che spazia dalla storyline del ritratto fino al ricorrente tema della fede e quindi della commistione tra Cristianesimo e folklore zingaro. Fondamentale nel suo percorso di crescita, la sua esecuzione evitata all’ultimo secondo, che rappresenta uno spartiacque nella vita di una donna che apprende di essere definitivamente libera.

“What I didn’t understand until today is…. when you’re dead already, you’re free…”

Polly afferma di essere simbolicamente morta nel giorno in cui le hanno messo il cappio al collo e, da quel giorno, si affianca ad una filosofia basata sulla tendenza ad accettare tutto ciò che la vita offre come un di più, come qualcosa di guadagnato.

Quello di Polly Gray si dimostra un personaggio estremamente profondo, dalla spiritualità tormentata e dalla storyline ben scritta e l’interpretazione di Helen McCrory è semplicemente perfetta. Mai eccessiva o caricaturale, ma sempre precisa, elegante e calzante. Le due donne forti diventano un tutt’uno, dando vita ad uno dei soggetti femminili più iconici del panorama seriale. Ci mancherai Helen… speriamo che la morte ti abbia resa davvero libera. Proprio come è stato per Polly, il meraviglioso personaggio a cui hai dato vita.

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