La persona peggiore del mondo: la recensione del film candidato agli Oscar

Un film che lascia a bocca aperta. Così si potrebbe definire l’ultimo lavoro di Joachim Trier, regista norvegese giunto al suo quinto lungometraggio. La persona peggiore del mondo ha debuttato allo scorso Festival di Cannes, dove la sua protagonista, Renate Reinsve, ha vinto la Palma alla Miglior Attrice. Ora il film è candidato a due premi Oscar, precisamente come Miglior Film Internazionale e Miglior Sceneggiatura Originale (trovate qui tutte le nomination). Queste ultime due notizie potrebbero avervi convinto della bontà del film ma, se non siete ancora convinti, inoltratevi nella nostra recensione.

La trama | La persona peggiore del mondo

Joachim Trier torna ad esplorare Oslo e la sua Norvegia, dopo l’infelice parentesi statunitense durata dieci anni. La protagonista di questa storia è Julie (Renate Reinsve), una giovane donna vicina ai trent’anni che nella vita non riesce a mantenere una strada precisa e stabile. Cambia più volte il suo indirizzo all’università e passa da una storia d’amore all’altra senza riuscire a fare il passo più importante. L’ultima di queste storie, col quarantenne fumettista Aleks (Anders Danielsen Lie), si complica quando quest’ultimo le chiede se vuole avere un figlio con lui.

Una storia d’amore? | La persona peggiore del mondo

È difficile identificare La persona peggiore del mondo. A tratti ci sembra di essere davanti a una classica commedia romantica, mentre in certi momenti ci ritroviamo di fronte a un dramma vero e proprio. La storia che viene raccontata è quasi di formazione, nonostante la protagonista sia una donna più vicina ai trenta che all’adolescenza. Julie viene però sempre collocata in contesti in cui è la più piccola, la più inadatta al contesto o la meno esperta a gestire una situazione. Anche da qui nasce il suo bisogno continuo di cambiare uomini e facoltà all’università, in modo tale da trovare pace in questa continua complessità. L’amore emerge spesso in questo film, nelle forme più diverse. Si passa dal rincorrersi quasi segretamente durante una festa all’abbracciarsi sul letto di morte, dall’urlarsi addosso in un litigio al drogarsi insieme.

Se solo fosse americano… | La persona peggiore del mondo

Me lo sono chiesto spesso continuamente durante la visione. Se La persona peggiore del mondo fosse un film americano, quanto successo avrebbe avuto? Se non fosse stato per gli attori, a me del tutto sconosciuti poiché norvegesi, non mi sarei minimamente accorto delle differenze con un normale film di alta qualità statunitense. Anche la Oslo raccontata da Trier, che nelle nostre menti ci appare molto lontana, è in realtà simile a tutte le città che vogliono raccontare una storia: è piena di persone che si amano, ha le sue alture dove guardare il tramonto e ha i parchi dove le coppie possono perdere le giornate. La qualità della regia e della fotografia si coglie in ogni scena, mentre esplode in tutta la sua forza quando Julie decide di mettere in pausa il mondo alla metà del film, nel capitolo 6. Sì, perché il film è diviso in 12 capitoli, più un prologo e un epilogo. Questa divisione accompagna lo spettatore, così come lo fa la voce fuori campo, che interviene solo quando serve, mai una volta di troppo.

Conclusioni

La persona peggiore del mondo è uno dei film migliori dell’ultimo anno. La regia e la fotografia fotografano una Oslo abbastanza cupa, illuminata dall’amore che si riverse nelle sue strade. La sceneggiatura brilla, tanto che se ci trovassimo di fronte a un film statunitense saremmo di fronte ad un instant classic. La sua visione scatena diverse reazioni nello spettatore. Quest’ultimo si ritrova a ridere, piangere, commuoversi e arrabbiarsi di fronte alle mille svolte che l’opera di Joachim Trier sa regalare. Julie è la protagonista imperfetta che il mondo si merita: spesso prende la scelta sbagliata, spesso si perde e raramente si ritrova, apre moltissime possibilità e ne coglie sempre troppo poche. Anche per questo viene da domandarsi, se sia proprio lei la persona peggiore del mondo.

Voto finale: 8,5/10.

Cosa ne pensate della nostra recensione? Avete visto il film? Se non lo avete ancora fatto, recuperatelo in tempo per la notte degli Oscar (lo trovate su Sky e NOW)! Fateci sapere la vostra nei commenti!

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