“LA TIGRE BIANCA” (2021): UNA STORIA DI SCELTE.

Scritto e diretto da Ramin Bahrani, del 2021. Lo abbiamo visto tra le nominations per “Miglior sceneggiatura non originale“: l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo dello scrittore e giornalista indiano Aravind Adiga. “The white tiger” è uno di quei film che vanta il pregio di portare freschezza sullo schermo e di spaziare tra diversi generi. Drammatico, commedia nera, spiritoso, angosciante, documentaristico. L’India, nelle sue bellezze lucenti e nei suoi lati oscuri, si mostra su una tela percorsa dal protagonista. Il ricco imprenditore nella fiorente città di Bangalore del 2007 racconta la storia della sua vita, dalla giovane età, ragazzino di un villaggio povero nel nord del paese, fino a dove si trova ora. Una storia di riscatto sociale e di scelte.

La storia.

Il suo primo nome, è Balram. Lui è la tigre bianca, l’animale che nasce una sola volta in una generazione. Nonostante gli ottimi risultati a scuola, Balram non riesce ad allontanarsi dalla prima gabbia in cui è rinchiuso. Una volta cresciuto, riesce a farsi assumere come autista dal figlio di un ricco uomo, a capo di una famiglia corrotta della casta alta. Da lì, si svilupperà il rapporto tra questo giovane imprenditore, sua moglie e il protagonista. Gli Stati Uniti d’America (Occidente) e l’India (Oriente) si scontrano, anche nel rapporto tra i due sposi.

L’attore e cantante indiano Adarsh Gourav, nel ruolo del protagonista del film.

“La cosa più grande che questo paese abbia creato, nei suoi 10 000 anni di storia, è la stia per polli.
Vedono e sentono l’odore del sangue, sanno che toccherà anche a loro. Eppure non si ribellano. Non provano a scappare dalla stia.

Balram.

Una paese diviso tra servi e padroni. L’essere servi, la devozione morbosa che si viene a creare verso il proprio padrone, plasma l’individuo fino all’accettare ciò che è: il prossimo pollo da essere macellato appena il padrone ne ha bisogno.

Sul set del film. Da sinistra a destra: la cantante e attrice Priyanka Chopra,
l’attore Rajkummar Rao e infine il regista e scrittore Bahrani.

Un’interpretazione di Adarsh Gourav, genuina ed ipnotizzante, che lega assieme le interpretazioni del resto del cast. Ci si incuriosisce immediatamente del personaggio, grazie al suo sguardo fiero, felino, all’inizio del film. Lo stratagemma narrativo, del resto anche del libro originale, è quello della scrittura di una email al primo ministro cinese, che a breve verrà in visita in India.

Dietro la macchina da presa.

Una regia dinamica e frenetica. Prende lo spettatore e lo catapulta nelle atmosfere del paese, fatte di antiche tradizioni, il passato, e di un futuro che c’è e non c’è. Un futuro in potenza, di cui si vedono solo i barlumi. Spetta a Balram, la scelta. E non sarà semplice, poiché sulla via del riscatto sociale e di lotta al padrone, ci si può ritrovare su sentieri tortuosi, macabri e di dubbia moralità.

Il tema della scalata sociale inoltre, ricorda inevitabilmente il vincitore Oscar della categoria “Miglior film” dell’anno passato: “Parasite“, di Bong Joon-ho. Se il film del regista sudcoreano mette in scena quella che potremmo definire una tragedia greca (in termini di struttura e paradigma narrativo), il film di Bahrani mostra invece una via d’uscita da una condizione di servitù e di povertà. Ma a che prezzo?

Da un punto di vista tecnico, la sceneggiatura di “Parasite” è caratterizzata da una struttura tragica a triangolo: un inizio semi-tragico, una scalata fino all’apice e un’inevitabile e rovinosa discesa; una lotta senza fine, in cui i tre gradini della società si scontrano e le ambientazioni del film, cambiano abitanti. Il protagonista de “La tigre bianca” invece, rompe la catena. Esce dalla gabbia e smette di essere servo, diventando “Ashok”, il suo padrone, ma mettendo quelle che sembrano essere le basi per buoni principi di relazione con gli altri esseri umani in società.

Infine un finale, che nonostante l’esito positivo, lascia molte domande e una sensazione dolce amara allo spettatore.

Voi cosa ne pensate di questo film? Fatecelo sapere lasciando un vostro commento!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.