Normal People, non solo una storia d’amore

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Con tre anni di ritardo ho recuperato Normal People, che Rai Play ha deciso di donare a tutti noi in maniera misericordiosa. La serie, tratta dall’omonimo libro di Sally Rooney, parla dell’amore e dell’amicizia tra Connell (l’allora semi-esordiente Paul Mescal) e Marianne (Daisy Edgar-Jones), due giovani irlandesi alle prese con la vita di tutti i giorni tra scuola, rapporti instabili con la famiglia e con gli amici, addii e cuori spezzati. La serie è diventata un piccolo cult e ha aiutato a lanciare i due attori protagonisti, oltre che a fissare nell’immaginario collettivo il già famosissimo romanzo della Rooney (che è anche co-sceneggiatrice della serie, insieme a Alice Birch). Oggi sono qui a raccontarvi la mia prospettiva in quanto sì, la serie non mi è dispiaciuta, ma mi ha lasciato anche con molti interrogativi.

La trama

Connell e Marianne frequentano il liceo nella piccola contea di Sligo, nel nord-ovest dell’Irlanda. Lui è popolare ma timido, gioca a calcio gaelico e apparentemente piace a tutti, anche se non se ne rende conto. Lei viene da una famiglia ricca ma che non la considera, viene bullizzata per i suoi modi di fare un po’ troppo diretti. Tra i due, nel giro di veramente pochissimo, scatta la scintilla, che però Connell vuole tenere all’oscuro dei suoi amici, per paura del loro giudizio. Inizia così un rapporto strano fatto di sesso in tutta segretezza e incapacità di esprimere i propri sentimenti verso l’altro (uno dei leitmotiv dell’intera serie). I due si trasferiscono dopo poco a Dublino per studiare al Trinity College e anche qui il loro rapporto attraverserà diverse peripezie.

Un inizio problematico

La storia inizia con Connell e Marianne al liceo e i due mettono in scena le classiche dinamiche adolescenziali viste e riviste. Se non fosse stato per la cura dei dettagli e la regia di Lenny Abrahamson (candidato all’Oscar per Room), avrei abbandonato la visione prima del terzo episodio. Poi ho parlato con un amico, particolarmente appassionato alla serie tanto da tatuarsi una scena sulla pelle, e ciò mi ha convinto a proseguire. In effetti, la coppia di episodi 3-4 stravolge le dinamiche iniziali e ci trasporta in un ambiente più adulto (a cavallo di questi due episodi, Connell e Marianne vanno al college). Non so se è un problema mio o no, ma il fattore teen drama raramente riesce a intrattenermi, nonostante le qualità d’insieme a cui mi riferivo prima. Purtroppo, questo sarà un elemento che emergerà più volte nel corso della serie.

Le parole non dette

Una delle cose che preferisco meno dei teen drama è il fattore ‘equivoci’. Spessissimo nel corso della serie gli eventi sono scatenati da queste ‘parole non dette’ tra i due protagonisti. E se da una parte apprezzo la scelta perché molto azzeccata con la crescita dei personaggi, dall’altra ciò non faceva che infastidirmi come spettatore, in quanto difficile identificarsi con i protagonisti, perlomeno sotto questo aspetto. Perché Normal People invece fornisce anche tanti spunti di riflessione, tanti momenti in cui rivedersi in Connell o Marianne, dalla difficoltà ad inserirsi del primo all’insofferenza famigliare della seconda. Tuttavia la serie decide di dare un peso decisivo a questi momenti di ‘te lo dico, anzi no’ e non posso che rimanerne deluso.

Loro due

La grande forza di Normal People sono proprio i due protagonisti. Paul Mescal (che vedremo presto nel sequel de Il Gladiatore) brilla e regala attimi di recitazione da esperto, esprimendo una fragilità e un conflitto degno di nota per quello che era un ventitreenne al momento delle riprese. Poi abbiamo lei, Daisy Edgar-Jones, ancora più giovane di Mescal e forse più difficile da apprezzare in quanto il personaggio è più freddo, distaccato, ma non per questo meno vero. Nonostante la serie eccella quando i protagonisti sono separati (basti pensare alla scena dalla psicanalista di Connell, o il periodo di Marianne in Svezia), si riesce sempre a percepire l’assenza dell’altro. Rooney è riuscita a scrivere le loro personalità in maniera perfetta, riuscendo a farci immedesimare nelle loro scelte, nei loro (innumerevoli) sbagli e a far soffrire noi  per la loro distanza.

Le vibes

Non c’è niente da dire: il mood della serie mi ha fatto impazzire. Le ambientazioni sono azzeccatissime, vere, mai una virgola è fuori posto. La regia, come già anticipavo, è curata, personale, ci accoglie e ci abbraccia in tutti gli episodi. Anche le innumerevoli scene di sesso sono girate senza essere invasive, ma allo stesso tempo senza tirarsi troppo indietro, senza tradire la passione di due giovani innamorati. Poi la serie ci regala anche un episodio che sembra uscito da Chiamami col tuo nome, con la villa in Toscana e Marianne che parla l’italiano migliore che abbia mai sentito. Sono tutte queste cose che mi fanno capire perché tanta gente ha amato questa serie e come, sotto certi aspetti, sia difficile dare loro torto.

Conclusioni

Normal People mi ha messo in difficoltà: da una parte ho detestato le dinamiche da teen drama, dall’altra ho amato l’atmosfera e le prestazioni dei protagonisti. È una serie che si fa voler bene, può piacere un po’ a tutti e essere amata da alcuni, ma può anche essere ritenuta noiosa da altri. Se siete tra questi ultimi vi direi di superare i primi due episodi e provare a lasciarvi trasportare, non ve ne pentirete. A coloro che l’hanno amata darei una forte pacca sulla spalla e direi che va tutto bene. Per chi non è ancora convinto: questa serie non è solo una storia d’amore. Troviamo riferimenti ai lati oscuri dell’adolescenza, le dipendenze, il sapersi adattare in nuovi ambienti, il rapporto con la solitudine e l’essere accettati, la famiglia e le amicizie tossiche. Forse la cosa bella di Normal People sono proprio le persone normali che la abitano.

P.S.: la colonna sonora è clamorosa.

4 thoughts on “Normal People, non solo una storia d’amore

  1. Carissimi … tutta la serie l’avrò vista anche 10 volte, alcuni tratti anche molto di più .
    L’analisi che ho letto è perfetta … ne ho colto magnificamente tutti i passaggi.
    Gli attori sono stati splendidi … Daisy e le espressioni dei suoi occhi sono incantevoli … da cosa ho letto la loro amicizia rimane speciale.
    La profondità delle parole a conclusione è una cosa “meravigliosa” … amore vero, eterno con calda passione velata che rinasce ogni volta. Complimenti a tutti ma una abbraccio speciale a Daisy

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