Pearl: recensione del prequel di X. Produce A24, dirige Ti West

Trailer del film

Dopo il successo di critica e pubblico con “X“, Ti West ritorna dietro la macchina da presa per raccontare l’orgin-story di Pearl. Co-scritto insieme a Mia Goth, prodotto dalla ormai nota A24, Pearl si lega inscindibilmente al suo sequel pur differendo nella forma rispetto a quest’ultimo.

La trama:

Pearl (Mia Goth) vive relegata nella fattoria di famiglia. La madre non le lascia alcuna libertà, se non quella di andare in città a prendere la morfina liquida per alleviare i dolori del padre tetraplegico. Bella e giovane, la nostra Pearl sogna una vita come quella delle star che si animano all’interno del cinematografo per sfuggire alla depressione di una esistenza monotonale.

Pearl- la recensione:

E’ ormai un cliché, nell’horror contemporaneo, ambientare le proprie storie nel passato, prediligendo le decadi ’70 e ’80, ma questa volta Ti West si è spinto ben oltre, contestualizzando il suo film nel 1918, durante il periodo dell’influenza spagnola. Se X si muoveva lungo gli assi incrociati di Horror e porno, Pearl si interseca a più riprese con il musical, il genere più appropriato per esprimere la necessità di evasione della protagonista. Pearl sogna di essere una star come Theda bara (fuori dal cinema c’è la locandina di Cleopatra del 1917 e Pearl da ai suoi animali i nomi delle star di Hollywood) ma il confronto con la realtà provocherà in lei uno squarcio irreversibile che si tramuterà prima in vendetta e poi in una spirale di follia.

Esattamente come in X, la prima inquadratura di Pearl è à la John Ford, con le porte della fattoria che si aprono e la macchina da presa che esce lentamente in un establishing shot. Il personaggio di Mia Goth si rivela subito essere schizzato e represso dalla figura della madre. Pearl è una sognatrice, si muove come se stesse ballando e arriva ad uccidere cantando.

Il passato di Pearl si impone come premonizione e promessa di morte in X, rendendo i due film un dittico indissolubile, come se fossero due tempi di un’unica pellicola. La regia di Ti West è pulita ed efficace,in fase di montaggio, (anche sonoro) il regista sfrutta la linea temporale della pellicola per utilizzare dei raccordi di transizione tipici degli anni ’20 come ad esempio l’apertura e la chiusura a iride.

esempio chiusura a iride

Anche la recitazione di Mia Goth calca le performance dell’epoca del muto essendo molto enfatica, sopra le righe e coerente con la follia di Pearl.

Conclusioni:

Pearl è la genesi del personaggio che in X compierà la mattanza della troupe. Tutto sommato una degna origin-story che inserisce ancora una volta il discorso meta-cinematografico, come pretesto per innescare la pazzia e la violenza diegetica. Ti West sembra aver maturato e fatta sua la lezione dei maestri Wes Craven e Toobe Hooper e Mia Goth sicuramente ha contribuito alla maturità del regista

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