Poor Things: povere quelle creature dentro schemi sociali

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Emma Stone (Bella Baxter) e Mark Ruffalo (Duncan Wedderburn) in Poor Things.

Nel capolavoro di Yorgos Lanthimos Emma Stone è Frankenstein: una povera creatura alla scoperta del mondo che la circonda. Poor Things.

Lanthimos decide di ambientare Poor Things in un mondo steampunk, dove l’assurdo e la realtà diventano un’unità. Il regista greco sferra un attacco al patriarcato, ribadendo ancora una volta la sua visione provocatoria e visionaria nel cinema d’oggi.

Poor Things è un film che parla essenzialmente di esplorazione, sperimentazione e soprattutto di curiosità. Non solo verso l’ambiente esterno ma anche verso l’interno, come può essere la conoscenza del corpo in cui si abita.
Emma Stone interpreta Bella Baxter, una donna suicida a cui è stato sostituito il cervello con quello del neonato in grembo ritornando così a vivere. Venendo al mondo una seconda volta, Bella vuole scoprire tutto su di sé e sul surreale mondo concepitole attorno da Lanthimos. La donna/bambina vive in una pittoresca villa londinese con il padre adottivo, Godwin Baxter (Willem Dafoe), un famoso chirurgo e insegnante dal volto sfigurato. I suoi studenti di medicina lo chiamano “mostro”, Bella lo chiama “Dio”. Bella non può che essere l’esperimento di Dio.

Mondo Steampunk rappresentato da Lanthimos in Poor Things

La crescita della ragazza è esponenziale e, giorno dopo giorno, Emma Stone (nei panni di Bella) inizia a prendere sempre più consapevolezza di sé e della società che la circonda in Poor Things. Lo si percepisce anche dai suoi movimenti. Infatti, all’inizio la protagonista si muove goffamente con passi incerti, come se fosse una marionetta improvvisamente diventata reale, come una povera creatura. Successivamente, con la conoscenza e l’apprendimento, il personaggio acquisisce sempre più sicurezza ed anche le sue abilità linguistiche migliorano.

Bella scopre di avere anche impulsi sessuali e che toccarsi in determinati punti la fa sentire bene. Prontamente, viene subito messa in guardia dai collaboratori di Goldwin. Essi le fanno capire che in una “società educata” una donna non dovrebbe fare certi gesti.
Ma allo stesso tempo Bella dentro è una bambina. Non conosce il concetto di pudore o vergogna e, scoperto il sesso, non ha la benché minima intenzione di rinunciarvi. Dunque, guidata dalla sua mente curiosa e dal suo vorace appetito sessuale decide di fuggire dalla casa del suo Dio/padrone. L’avvocato Duncan Wedderburn (un fantastico Mark Ruffalo) la aiuta, ma le sue intenzioni non sono buone e differenti da quelle degli altri uomini. Ognuno vuole Bella solo per sé, lei invece cerca libertà.

Ogni scena di Poor Things è ricca di dettagli, scoperte e lampi di genialità sostenuti da scenografie e costumi di alto livello. Così tanto da rendere il viaggio di Bella anche dello spettatore. Proprio come i suoi occhi si spalancano di fronte al mondo fuori casa, la mente degli spettatori viene saziata dalla stravagante immaginazione di Lanthimos.

Emma Stone in Bella Baxter, Poor Things, 2024.

Poor Things è un film irriverente, provocatorio, dove il regista fa del sesso il modo che Bella ha di capirsi, crescere e realizzarsi. Il tutto avviene senza vergogna e, soprattutto, libera da tutte le convenzioni sociali. La regia è sempre accattivante, con riprese grandangolari, inquadrature molto lunghe e un’atmosfera dai colori scintillanti contrapposta a diverse sequenze in bianco e nero. Lanthimos conserva anche la sua passione per il macabro, mostrando spesso il sesso con personaggi inquietanti, raccapriccianti e patetici. Così da aggiungere quel suo distintivo grottesco ad una pellicola già originale e divertente, dove il confine tra mostruoso e meraviglioso rimane labile.

Wedderburn e Godwin sono uomini molto diversi e hanno modi molto diversi di amare Bella. Entrambi però condividono il desiderio di mantenerla dipendente e infantile, con un potenziale che solo alle loro condizioni consentono che si realizzi. Ma Bella ha altre idee, anche se a malapena sa cosa significhi averne una. Esplode fuori dalle loro gabbie come Poor Things dallo schermo: in modo insaziabile, pazzo ed impetuoso.

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