Recensione “Cattivo sangue”di Simone Hebara: il noir indipendente come non lo avete mai visto

locandina del film

A me non piace parlare, ma ho bisogno di raccontare una storia, una storia di sangue, la più breve mai scritta

-Sergio, Cattivo Sangue di Simone Hebara 2021

E’ finalmente disponibile su Rakuten Tv, Google Play, Amazon Prime video “Cattivo Sangue”, un noir italiano tutto indipendente come non se ne vedevano da decenni.

Cupo, nubiloso e virtuoso, il primo lungometraggio di Simone Hebara è uno di quegli esordi che fa bene al cinema nostrano ed è l’ennesima conferma di quanta qualità ci sia nel mondo del cinema fuori dalle grandi produzioni.

La trama:

Sergio (Claudio Camilli), detto “il muto” è un ex sicario romano che è riuscito a farsi una nuova vita uccidendo su commissione altra gente; sempre più circondato da noia e solitudine, un giorno Sergio viene avvicinato da due fratelli (Francesco Braschi e Giulia Paoletti) che chiedono un’ultima commissione all’ex sicario. I due soggetti da eliminare sono i famigerati fratelli Ventura, il minore dei due, Edgardo (Matteo Quinzi), è particolarmente noto per la crudeltà delle sue sevizie e omicidi e per essere psichicamente instabile.

Sergio, in nome di una vecchia amicizia con il personaggio di Francesco Braschi accetterà l’incarico, ritrovandosi per l’ennesima volta in una spirale di violenza e sangue, ma soprattutto faccia a faccia con i propri fantasmi del passato che lo tormentano.

“Cattivo Sangue”, un noir come non se ne vedevano da tempo:

Una scena del film

Cattivo Sangue” è una sorpresa sotto tutti i punti di vista, Hebara sembra avere alle spalle l’esperienza di venti film e dirige con perizia chirurgica il suo primo lungometraggio attraverso una forma sempre in linea con la sostanza. Basta il “prologo iniziale”, un piano sequenza interamente in soggettiva per farci entrare repentinamente nel mood della pellicola.

Uno degli elementi spesso carenti nel cinema indipendente è la recitazione ma anche in questo caso Hebara è riuscito a realizzare un piccolo miracolo: tutti gli attori, nessuno escluso, recitano benissimo e sono credibili. Tra tutti i personaggi poi, quello più memorabile è sicuramente Edgardo, interpretato da Matteo Quinzi, con un look che ricorda tantissimo Michael Douglas ne “un giorno di ordinaria follia”.

Basso budget ma grandi idee:

La bellezza del cinema indipendente risiede nella capacità di far fronte ai limiti economici attraverso l’ingegno e idee originali e anche in questo il cineasta Hebara è stato impeccabile, utilizzando effetti analogici nelle sequenze più disturbanti e lavorando per sottrazione, nella dialettica campo-fuori campo nelle scene più concitate. Per molte scelte stilistiche di messa in scena e narrative il cinema di Hebara ha una struttura classica, con un anti-eroe tipico dell’epoca della Nuova Hollywood (l’utilizzo di un diario in cui annotare i pensieri), tuttavia presenta anche elementi che strizzano l’occhio al cinema orientale, con un modo di inquadrare il mare che ricorda tanto Takeshi Kitano.

Conclusioni:

“Cattivo Sangue” è un esordio promettente di un regista che, insieme ad altri, porta una grossa ventata di aria fresca in un panorama vecchio e stantio come quello del cinema italiano. Hebara è un nome da tenere sott’occhio e spingere al massimo per farlo conoscere alle grandi produzioni. Viene quasi spontaneo chiedersi dove possa arrivare il suo talento se già con poco budget è riuscito a toccare vette che superano di gran lunga i livelli del cinema più mainstream. Se amate il Cinema non potete perdervi “Cattivo Sangue”.

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