Recensione Moonage Daydream: immergersi nella creatività

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Morgen come Bowie, per reinventare attraverso l’arte

Quello di Morgen è un film che sfida la tradizionale struttura del “documentario musicale”, e anche in questo riesce a trovare un punto di contatto con Bowie : le sue scelte come musicista e icona spesso infatti sembravano inspiegabili e soprattutto sfidavano la società e la tradizione dell’epoca, quindi perché fare un film che cerca disperatamente di inscatolarlo ed etichettarlo?

Scena di “Moonage Daydream”

Morgen al contrario fa affidamento su immagini, musica e montaggio per produrre qualcosa che non si preoccupi di spiegare Bowie ma più che altro di incanalare la sua energia in una nuova forma. È un film “follemente” ambizioso e innovativo, che non dovrebbe funzionare, ma che invece lo fa estremamente bene.

Un viaggio nell’atmosfera di Bowie

Fin dall’inizio del suo film, Morgen gioca con uno degli aspetti più tradizionalmente prevedibili del documentario musicale in quanto non è interessato e non da peso alla cronologia. Iniziamo il film con aspettative relativamente banali, pensando ai soliti dettagli biografici con qualche frammento di suono, ma il regista non sta facendo questo gioco e lo mette in chiaro sin dall’inizio. La sua abilità nell’assemblare ore di filmati si manifesta immediatamente. Moonage Daydream è il risultato straordinario di un montaggio, che attraversa epoche e ambientazioni non tanto al ritmo della musica quanto all’atmosfera creata da essa.

La struttura del film

Attraverso questo processo, si inizia a tirare fuori parte della biografia di Bowie (l’influenza di suo fratello maggiore, un’intervista in cui parla dell’amore), ma il regista è molto più interessato all’arte e al suo pensiero piuttosto che all’uomo in sé. Questo è un film sul modo in cui Bowie non rifletteva il tempo in cui si trovava, piuttosto individuava e rappresentava qualcosa che ancora stavamo per provare, qualcosa che ancora non avevamo raggiunto. E nel momento in cui sembrava che il mondo stesse raggiungendo la sua lunghezza d’onda, ecco che lui si reinventava ancora una volta.

Ovviamente, Morgen fa molto affidamento sulla musica di Bowie, consentendo a diverse canzoni di essere riprodotte nella loro interezza. Tuttavia, non è interessato a creare un pacchetto di grandi successi, peccato per i fan che non ascolteranno tutte le loro canzoni preferite, ma questo non è quel tipo di film. Mi piacerebbe sapere come il cervello di Morgen abbia scelto quali brani includere, data la vastità della carriera di Bowie, o su come abbia scelto le influenze che animano il film, riprese di tutto: da “Nosferatu” a “La passione di Giovanna d’Arco” e molte altre. Cattura davvero Bowie non come l’astronauta alieno che un tempo definiva la sua immagine, ma quasi come un filtro per tutta la cultura pop. Lui è la massima espressione della libertà artistica.

Immergersi nella creatività

Onestamente nonostante i 140 minuti di durata non ho mai sentito la lunghezza di “Moonage Daydream”. Creato come un film che vuole portare lo spettatore a perdersi in un’esperienza dall’approccio “didattico”. Mi ci sono perso, proprio come faccio spesso nella musica di Bowie. E in qualche modo quell’atto di perdersi, sia nella musica che nel film, sembra più gratificante che sapere dove stiamo andando.

Bowie a un certo punto parla di immergersi in acque profonde, lasciarsi trasportare fino a quando i tuoi piedi non possono più toccare terra, è lì che si può trovare la creatività. È lì che vive questo film, uno dei migliori film su un’artista che abbia mai visto.

One thought on “Recensione Moonage Daydream: immergersi nella creatività

  1. This review is absolutely gorgeous, it fully embodies the director’s thinking and honors an artist like David Bowie.
    I can easily see that you are a great enthusiast and connoisseur of the subject, and mostly, that you do it with passion. Keep it up boy, you’re on the right track! Loved it!

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