Recensione “Ti mangio il cuore”: un gangster movie tutto italiano di vendetta e passione

Pippo Mezzapesa torna alla regia con un gangstermovie ricco di contrasti. Presentato nella sezione Orizzonti della 79a edizione della mostra cinematografica di Venezia, “Ti mangio il cuore” ha conquistato il Lido a dispetto di tutti i pregiudizi che si intravedevano dal trailer e da alcune scelte di cast.

Ti mangio il cuore” è un film che, a partire dal titolo, mostra esattamente quello che promette: amore e morte, di shakespeariana memoria, dolcezza e durezza. Il terzo lungometraggio di Pippo Mezzapesa diventa cosi, a partire dal suo bilancio cromatico, un film pieno di contrasti che convince nella sua impostazione corale, nella sua messa in scena e nella recitazione, anche grazie ad un cast assemblato in maniera intelligente. Michele Placido, Tommaso Ragno, Elodie, Lidia Vitale, Brenno Placido, Francesco Patané, Francesco Di Leva sono tutti in ruolo, tutti convincenti.

La trama:

Siamo nei primi anni del 2000, le radio passano Luca Dirisio e Dragostea din tei in un Gargano contesto tra famiglie della Quarta Mafia. I Clan Malatesta e Camporeale sono in una lotta che sembra essersi temporaneamente sopita all’interno di equilibri molto labili e tesi. La faida tra le due famiglie si ridesta quando Andrea (Tommaso Patané), intrattiene rapporti con Marilena (Elodie), moglie del capo dei Camporeale. La guerra sembra inevitabile e la promessa di morte non si farà attendere, finendo per avviare una reazione a catena di sangue e dolore.

La recensione:

E’ palese, guardando “Ti mangio il cuore“, respirare la voglia di cinema del suo regista. Pippo Mezzapesa si diverte a giocare con i codici archetipici di un genere classico come quello del mafia-movie. Una storia di mafia, di guerra, che racconta una società cruda, arcaica ( all’interno della quale una donna vale 50 vacche) che porta il regista a compiere delle scelte non scontate e coraggiose, come quella dell’utilizzo del bianco e nero che diventa l’elemento profilmico che restituisce i profondi contrasti che animano “Ti mangio il cuore“.

Un film pensato sin da subito in bianco e nero, che diventa un valore aggiunto da esaltare e non un semplice vezzo stilistico. Il coraggio di Mezzapesa non si esaurisce solo nell’opzione fotografica, ma anche nella scelta del ruolo di Marilena, interpretata da Elodie che, nonostante la sua prima esperienza cinematografica è a suo agio nei panni di una Femme Fatale magnetica e allo stesso tempo fragile. Il suo personaggio diventa Macguffin della narrazione.

La “tenzone” tra le due potenti famiglie si tramuta in una giostra impazzita di esecuzioni e morti che finiscono per trasformare Andrea in un sadico assassino, ossessionato dall’eliminare ogni componente della famiglia Camporeale. La caratterizzazione di quest’ultimo risulta essere l’unica nota veramente scricchiolante della pellicola, finendo per diventare l’elemento meno incisivo. La cosa che più di tutte stupisce invece, è la forza espressiva di Mezzapesa che regala alcune inquadrature di impressionante potenza dal punto di vista della composizione.

Conclusioni:

Ti mangio il cuore” è un film efficace e coraggioso, pieno di cuore e intuizioni che si vedono sempre troppo poco nel panorama del cinema italiano. Tutti i personaggi che si animano sullo schermo sono autentici, specialmente quegli straordinari di Tommaso Ragno, Michele Placido, Lidia Vitale e Francesco Di Leva. Mezzapesa merita tutti gli applausi e tutti gli elogi possibili per questa voglia di raccontare pagine vecchie con un fare nuovo, in questo senso è riuscito a “mangiare” anche il nostro cuore. Bravo.

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