Valhalla Rising: un dio in fuga dalla religione

Prima delle atmosfere suburbane tinte dalle luci notturne dei neon, c’era Valhalla Rising: un finto epic-fantasy che ha come teatro una natura brulla e atavica, sulla cui superficie – per citare The Rocky Horror Picture Show – degli insetti chiamati razza umana strisciano persi nel tempo, nello spazio e nel significato. Si parla di “finto” epic-fantsy perché, in linea con gli altri suoi lavori, Nicolas Winding Refn adotta l’impostazione di uno specifico genere cinematografico piegandone i canoni a proprio piacimento –in Bronson con il biopic, in Only God forgives con lo yakuza-movie e in The Neon Demon con il genere horror– mentre si mantiene fedele ad uno stampo surrealista.

In tal senso, è evidente la derivazione da El Topo di Jodorowsky, regista al quale, tra l’altro, fu dedicato nel 2013 Only God forgivesValhalla Rising vive però anche di altre influenze, come Aguirre furore di Dio di Werner Herzog, Cannibal Holocaust di Ruggero Deodato e, per quanto all’apparenza improbabile, Terrore nello spazio di Mario Bava – di cui lo stesso Refn curò il restauro nel 2016.

Dopo Bleeder e i primi due capitoli della trilogia di Pusher, Refn torna nel 2009 a dirigere Mads Mikkelsen, stavolta interprete di un uomo violento e invitto, tenuto prigioniero da un gruppo di vichinghi per farlo combattere in cruenti scontri con altri guerrieri, fino a quando, una volta liberatosi, viene coinvolto in una spedizione cristiana in Terra Santa. Il suo viaggio è scandito da visioni sanguinarie delle tappe che dovrà attraversare e, a causa del suo solo occhio, gli viene attribuito il nome di One Eye: un nome condiviso con il dio norreno Odino, che, per l’appunto, con il suo unico occhio vede tutto.

Nella sua ambiguità e nel ventaglio di interpretazioni che offre, Valhalla Rising racconta quindi di una divinità silenziosa e sanguinaria che compie il suo ciclo per tornare nella propria dimensione. Un dio spietato sceso in terra per osservare gli uomini vivere violentemente in virtù di una falsa religione. Un dio che pensano sia venuto dall’inferno e che aspettano ci torni.

In questa parabola, viene accompagnato da un bambino, servendosene come tramite per parlare con gli uomini e proteggendolo, finché non sarà pronto ad ascendere nuovamente al Valhalla quando avrà riconosciuto in lui la purezza e l’innocenza che sembravano essere state divorate da una terra arida – similmente a quanto raccontato da Cormac McCarthy ne La strada, pietra miliare del romanzo americano.

Pur presentandosi sotto una veste inusuale nella produzione di Refn, Valhalla Rising prosegue su sentieri tematici già tracciati nei lavori precedenti e ne inaugura di nuovi, aprendo la strada a motivi ormai diventati distintivi del regista.

Mentre in Only God forgives ci veniva presentato un dio sadico e comunque disinteressato, consapevole del suo mondo e intento a mantenerne l’equilibrio secondo l’esercizio della propria morale, quello di Mads Mikkelsen, nel silenzio e nella brutalità, mostra compassione per l’uomo, compiendo un sacrificio finale di logica cristiana, nella prospettiva di una speranza ritrovata.

In parallelo, viene inoltre ripreso il discorso sulla violenza innescato da Bronson, proponendosi però come un’irregolarità nella filmografia del cineasta danese: nonostante abbia sempre esaltato l’atto violento ad arte – e l’arte ad atto violento, rivelandosi in ciò figlio delle suggestioni partorite da Dario Argento – in questo caso lo propone come la declinazione più spregevole della natura umana nell’incontro e (inevitabilmente) scontro tra civiltà e culture, nient’altro che la disgraziata soluzione di una coesistenza impossibile.

Pur collocandosi ancora in una fase iniziale della maturazione di Refn, questo film segna un momento importante nell’elaborazione di una poetica tuttora in evoluzione (non più solo al cinema, ma servendosi anche di altre forme come la serialità televisiva), raccontando un mito avvolto in una solennità decadente e che, in quanto tale, mantiene lo spettatore in attesa di risposte certe che non gli saranno concesse.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.