Venezia 80, ENEA – La Roma apocalittica di Pietro Castellitto

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Il regista e attore Pietro Castellitto torna sul grande schermo del Lido con Enea.
Dopo I Predatori, presentato a Venezia 2020 nella sezione Orizzonti, presenta in concorso alla Mostra del cinema di Venezia 2023 Enea, che sarà disponibile in tutte le sale italiane dal 25 gennaio 2024.
In questa sua seconda prova come regista, Castellitto, attraverso il personaggio di Enea, da lui scritto e interpretato, racconta la gioventù, la giovinezza e la società contemporanea, in cui storie e vite si intrecciano nelle case e nelle strade di una Roma claustrofobica.

Trama: l’Enea moderno di Castellitto

Enea (Pietro Castellitto), giovane borghese romano di quasi 30 anni, vive la sua vita ricercando continuamente “la guerra”, ovvero quel brio in più che gli serve per sentirsi vivo, in contrasto con un’epoca, quella moderna, ormai decadente.
Compagno di vita è l’amico Valentino (Giorgio Quarzo Guarascio) con il quale condivide serate in discoteca, cena, e idee, tanto da entrare in un giro di spaccio che in un certo senso gli permette di evadere dallo stantio della vita quotidiana.
Enea si muove in questa Roma stratificata, che fa da sfondo non solo a una gioventù, ma a una società ipocrita, in cui ognuno sembra voler trovare la propria via per la felicità. Ad arricchire, o forse no, la sua vita ci sono un padre malinconico (Sergio Castellitto), una madre insoddisfatta e piena di rimorsi (Chiara Noschese), un fratello adolescente (Cesare Castellitto) visibilmente problematico, e una bellissima fidanzata, Eva (Benedetta Porcaroli) che, un po’ come il nome che porta, rappresenta in qualche modo il paradigma dell’amore, quella luce che gli permetterà di arrivare a far pace con la vita, e anche un po’ con la scadente realtà che lo circonda.

La sua grande bellezza (o bruttezza)

Castellitto jr., regista “pazzo e visionario”, così definito da alcuni degli attori del cast, porta in scena, con la stessa ironia del suo primo film, la sua visione dei giovani, e della sua Roma, città in cui è nato e cresciuto e che in questo film risulta quasi apocalittica, come “coperta da una bocca che a un certo punto mangerà tutti” (citando le parole del film).
Questa visione di una borghesia, sia vecchia che giovane, un po’ sconclusionata, malinconica e disillusa, che prova a restare a galla, ha ricordato un po’ la borghesia romana di 10 anni prima raccontata da Paolo Sorrentino ne La Grande Bellezza, o come citato dal direttore artistico della Mostra del cinema, Alberto Barbera, “la Grande Bruttezza”, proprio per fare riferimento alla visione di Sorrentino, e anche a voler sottolineare un (evidente) peggioramento che prima intaccava solo gli adulti, ora è arrivato anche alle generazioni più giovani.
Anche in Enea si assiste, ancora una volta, a una città che sembra inghiottire chi la abita, che sembra muovere le dinamiche sociali e personali un po’ come vuole. Una Roma però non più invadente, ma abbandonata a sé stessa.
Si ritrovano una serie di personaggi quasi macchiettistici, fortemente legati agli stereotipi della gioventù contemporanea, come lo stesso Enea: airpods fisse nelle orecchie, sigaretta elettronica o una qualche sottospecie (l’importante è che non sia la classica sigaretta, come sottolinea al fratello), e cellulare sempre vicino.

Amore

Castellitto offre una moderna e interessante chiave di lettura della società contemporanea. Si vede, finalmente, una società prettamente giovane e soprattutto filtrata dalla lente di un giovane, capace di centrare il nichilismo che li accompagna.. Con Enea, il regista porta in scena tematiche struggenti e delicate, ma raccontate con classe, ironia e un pizzico di genialità.

Il filo conduttore di tutta questa Eneide moderna, è sicuramente l’amore, espresso in diverse forme. L’amore che lega Enea a Valentino, quello dell’amicizia; tra Enea ed Eva, quello romantico che spesso rappresenta la luce in fondo al tunnel; quello tra Enea e il fratello Branno; quello che si insidia anche nella malavita, che tiene insieme gangster e spacciatori, quello che c’è ma non si vede perché infondo “anche i gangster, per tornare a casa, hanno bisogno dell’amore” (citando le parole in conferenza stampa di Adamo Dionisi, che nel film interpreta Gregorio, spacciatore di professione e “capo” di Enea e Valentino).

Infine, un po’ a modo suo, racconta anche l’amore per la vita.

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